Superbonus 110% nei condomìni: controlli 2025, cosa sapere davvero

Superbonus 110% nei condomìni: controlli 2025, cosa sapere davvero

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Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso dei nuovi controlli sul Superbonus 110% nei condomìni. Alcune notizie, diffuse anche sui social, hanno creato timori tra proprietari e amministratori. In realtà, le verifiche sono mirate e riguardano casi specifici.

In questo articolo analizziamo cosa sta accadendo davvero, quali documenti vengono controllati e cosa devono fare oggi condomìni e proprietari per essere in regola.

 

 

 

Perché oggi ci sono controlli sul Superbonus 110%?

 

Il Governo ha avviato un piano di verifica sui cantieri condominiali che hanno usufruito del Superbonus 110%, con l’obiettivo di contrastare irregolarità, frodi e asseverazioni non conformi.

Le verifiche si concentrano soprattutto su:

    •    condomìni con lavori di importo elevato

    •    interventi che hanno usufruito della cessione del credito

    •    documentazione incompleta o incoerente

    •    interventi trainanti che non rispettano i requisiti tecnici previsti

 

Non si tratta quindi di controlli generalizzati, ma di azioni mirate su situazioni ritenute più a rischio.

 

 

 

Quali aspetti vengono verificati nei condomìni?

 

Le verifiche su un condominio che ha eseguito lavori con il Superbonus 110% riguardano tre aree principali.

 

1. Conformità urbanistica dell’edificio

 

Questa è una delle sezioni più delicate. Gli enti verificano:

    •    assenza di abusi edilizi rilevanti

    •    corrispondenza tra lo stato attuale e le planimetrie catastali

    •    congruenza dei titoli edilizi rispetto ai lavori eseguiti

    •    regolarità dei documenti relativi alla CILAS

 

2. Requisiti tecnici e asseverazioni

 

ENEA e tecnici incaricati controllano:

    •    il reale salto di due classi energetiche

    •    la correttezza delle asseverazioni tecniche

    •    la qualità dei materiali impiegati

    •    il rispetto dei massimali di spesa previsti per ogni intervento

 

3. Gestione della cessione del credito

 

L’Agenzia delle Entrate verifica:

    •    contratti e accordi di cessione

    •    tracciabilità dei pagamenti

    •    corrispondenza tra stato avanzamento lavori (SAL) e importi ceduti

 

 

 

Chi rischia realmente con questi controlli?

 

Il rischio di revoca del beneficio fiscale riguarda esclusivamente i casi in cui emergono:

    •    false attestazioni

    •    assenza dei requisiti minimi previsti dal Superbonus

    •    interventi non eseguiti oppure diversi da quelli dichiarati

    •    problemi nella corretta cessione del credito

    •    documentazione incompleta o assente

 

Se la pratica è stata gestita correttamente da tecnico, amministratore e impresa, i proprietari non hanno nulla da temere.

 

 

 

Il ruolo dell’amministratore condominiale è decisivo

 

L’amministratore è responsabile della conservazione della documentazione e del corretto flusso informativo.

Deve garantire che tutti i documenti siano presenti, archiviati e accessibili:

    •    APE iniziali e finali

    •    asseverazioni tecniche

    •    computi metrici

    •    fatture e bonifici parlanti

    •    SAL

    •    contratti di appalto

    •    documenti di cessione del credito

 

Molti controlli nascono proprio dalla mancanza o incompletezza di questi documenti.

 

 

 

Cosa dovrebbero fare oggi i proprietari di immobili in condominio?

 

Per essere pienamente tranquilli, i proprietari dovrebbero:

 

1. Richiedere la documentazione completa

 

È utile conservare una copia personale di:

    •    asseverazioni

    •    APE

    •    computi metrici

    •    dichiarazioni CILAS

    •    contratti di cessione del credito, se presenti

 

2. Verificare la tracciabilità dei pagamenti

 

Ogni SAL deve corrispondere alle fatture e ai relativi bonifici parlanti.

 

3. Controllare la conformità urbanistica del proprio appartamento

 

Piccole difformità interne non sempre compromettono la pratica condominiale, ma è bene verificarle.

 

 

 

La situazione reale: oltre i titoli allarmistici

 

Il Superbonus 110% ha coinvolto migliaia di condomìni in tutta Italia e rappresenta l’intervento di riqualificazione più importante degli ultimi decenni.

Oggi i controlli servono a:

    •    tutelare chi ha operato correttamente

    •    individuare pratiche scorrette

    •    evitare crediti fiscali non dovuti

 

Per chi ha seguito le procedure con rigore, le verifiche si traducono in una semplice formalità.

 

 

 

Da ricordare

    •    Il Superbonus non viene “rimesso in discussione”.

    •    I diritti già maturati restano tali, salvo irregolarità gravi.

    •    I proprietari che dispongono di documentazione completa possono affrontare i controlli con serenità.

    •    Gli amministratori devono essere pronti a fornire tutto il materiale richiesto.

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