Edilizia libera 2025: che cos’è e quali lavori rientrano

Edilizia libera 2025: che cos’è e quali lavori rientrano

LT Immobili & Design

 

Che cos’è, spiegato semplice

 

L’edilizia libera è quell’insieme di lavori edilizi che puoi realizzare senza chiedere permessi o presentare pratiche al Comune (niente CILA, SCIA o Permesso di Costruire).

 

Non significa però “fare ciò che si vuole”: ogni intervento deve comunque rispettare le normative di sicurezza(antisismiche, antincendio, igienico-sanitarie, impiantistiche) e tenere conto di eventuali vincoli paesaggistici, storici o condominiali.

 

In pratica, il concetto nasce per semplificare la vita ai cittadini e velocizzare i piccoli lavori di manutenzione ordinaria o di miglioramento, evitando lunghe attese burocratiche per attività che non incidono in modo sostanziale su struttura, volumi e destinazione d’uso dell’immobile.

 

L’obiettivo del legislatore è chiaro:

 

  • snellire le pratiche, alleggerendo il lavoro degli uffici tecnici comunali;

  • favorire l’efficienza energetica e la sicurezza delle abitazioni, rendendo più facile la sostituzione di impianti e finiture obsolete;

  • promuovere la cura degli immobili, dai centri storici alle case di nuova costruzione, con interventi rapidi e a basso impatto.

 

Il riferimento normativo è l’articolo 6 del DPR 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia), aggiornato più volte, da ultimo con il Decreto “Salva Casa” (DL 69/2024 convertito in Legge 105/2024).

 

 

Le macro-categorie ammesse dall’art. 6 DPR 380/2001

 

  1. Manutenzione ordinaria: tinteggiature interne/esterne, sostituzione pavimenti e rivestimenti, sanitari, rubinetterie, infissi (senza modifiche sostanziali a sagoma/aperture).

  2. Pompe di calore aria-aria < 12 kW (installazione e sostituzione).

  3. Eliminazione barriere architettoniche (servoscala interni, piccole rampe, adeguamenti bagno e varchi, purché non alterino sagoma).

  4. VEPA – vetrate panoramiche amovibili e trasparenti su balconi, logge e porticati: ammesse se non creano spazi chiusi o nuova volumetria, garantendo micro-aerazione e minimo impatto visivo.

  5. Opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici: tende da sole, tende a pergola con telo retrattile o elementi mobili/regolabili.

  6. Opere temporanee (da rimuovere in tempi brevi o stagionali).

  7. Pavimentazioni e finiture esterne (aree di sosta incluse) entro indici comunali, con possibilità di intercapedini, vasche raccolta acque e locali tombati.

  8. Pannelli solari/fotovoltaici a servizio degli edifici (fuori zona A – centri storici).

  9. Aree ludiche senza scopo di lucro ed elementi di arredo pertinenziali (piccoli barbecue, fioriere, panche).

  10. Attività agricole: movimenti terra pertinenti e serre mobili stagionali senza muratura.

 

 Per un elenco pratico di casi concreti resta utile il Glossario dell’Edilizia Libera (DM 2/3/2018).

 Al termine di questo primo approfondimento ti ricordo che l’edilizia libera non è “un via libera totale”, ma una semplificazione riservata a lavori leggeri e senza impatto volumetrico.

Nel prossimo articolo vedremo i confini delicati (pergole, pergotende, VEPA), esempi pratici dentro e fuori casa, i casi che non rientrano e le 7 regole d’oro da rispettare.

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