Comprare casa in Italia per un cittadino polacco:  cosa cambia rispetto alla Polonia

Comprare casa in Italia per un cittadino polacco: cosa cambia rispetto alla Polonia

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Comprare casa in Italia per un cittadino polacco: cosa cambia rispetto alla Polonia

Acquistare una casa in Italia quando si vive in Polonia può sembrare un’operazione relativamente familiare. In realtà, pur appartenendo entrambi i Paesi all’Unione Europea, il percorso che conduce alla proprietà presenta differenze importanti. Conoscerle prima di iniziare una trattativa significa affrontare l’acquisto con maggiore consapevolezza e, soprattutto, evitare che procedure perfettamente normali in Italia vengano interpretate attraverso le abitudini del mercato polacco.

Per molti acquirenti polacchi l’Italia rappresenta oggi qualcosa di più di una destinazione per le vacanze. Toscana, Liguria, laghi e città d’arte sono diventati mercati osservati anche da chi cerca una seconda casa, una proprietà per trascorrere lunghi periodi dell’anno o semplicemente un investimento patrimoniale fuori dal proprio Paese.

La Versilia, in particolare, ha caratteristiche che incontrano bene questo tipo di domanda: vicinanza al mare, collegamenti con Pisa e Firenze, qualità della vita e un mercato nel quale convivono appartamenti, ville, proprietà storiche e immobili da reinterpretare.

È un fenomeno che si inserisce in una trasformazione più ampia della domanda, che abbiamo analizzato parlando degli acquirenti stranieri nel mercato immobiliare della Versilia.

Ma quando si passa dalla ricerca alla compravendita, è importante comprendere una cosa: comprare una casa in Italia non significa semplicemente applicare in un altro Paese le regole alle quali si è abituati in Polonia.

Due Paesi europei, due percorsi immobiliari differenti

Un cittadino polacco, in quanto cittadino dell’Unione Europea, può normalmente acquistare un immobile in Italia senza le limitazioni che possono interessare acquirenti provenienti da alcuni Paesi extra-UE.

Questo rende l’accesso al mercato relativamente semplice. La parte più delicata non riguarda quindi tanto la possibilità di acquistare, quanto il modo in cui viene costruita e verificata la compravendita.

Ed è proprio qui che emergono le differenze.

In Polonia il trasferimento della proprietà immobiliare è strettamente legato all’atto notarile e al sistema del księga wieczysta, il registro fondiario e ipotecario. Anche in Italia il notaio riveste un ruolo centrale e il trasferimento definitivo della proprietà avviene con l’atto di compravendita, comunemente chiamato rogito notarile.

La somiglianza, tuttavia, può essere ingannevole.

Il percorso italiano che precede il rogito può essere articolato in più passaggi e attribuire un peso giuridico considerevole a documenti che un acquirente straniero potrebbe inizialmente considerare semplici manifestazioni di interesse.

La proposta di acquisto in Italia è un passaggio da comprendere bene

Una delle prime differenze che un acquirente polacco può incontrare riguarda la proposta di acquisto.

Nel mercato italiano, soprattutto quando la compravendita viene gestita attraverso un’agenzia immobiliare, è frequente che l’acquirente presenti una proposta scritta nella quale vengono indicati il prezzo offerto, le modalità di pagamento, le tempistiche previste per il rogito ed eventuali condizioni.

Alla proposta può essere collegata anche una somma a garanzia dell’impegno assunto.

Non bisogna quindi confondere automaticamente la proposta italiana con una semplice dichiarazione informale di interesse. Una proposta correttamente formulata e successivamente accettata dal venditore può produrre effetti contrattuali importanti.

Per questo motivo riteniamo particolarmente importante che un cliente internazionale comprenda ogni clausola prima della firma, soprattutto quando vengono inserite condizioni relative a finanziamento, verifiche tecniche, regolarità dell’immobile o tempistiche della compravendita.

Il “compromesso”: una parola molto italiana

Un altro passaggio caratteristico è il contratto preliminare di compravendita, che in Italia viene ancora comunemente chiamato compromesso.

Con il preliminare venditore e acquirente si obbligano a concludere successivamente il contratto definitivo. La proprietà, quindi, non viene ancora trasferita: ciò avverrà con il rogito.

Il preliminare deve essere redatto per iscritto e deve essere registrato. In determinate situazioni può inoltre essere opportuno procedere alla sua trascrizione nei Registri Immobiliari tramite notaio, ottenendo una tutela ulteriore nei confronti di eventuali atti successivi riguardanti l’immobile. (Agenzia Entrate⁠)

Per un acquirente polacco questa fase merita attenzione perché la sequenza proposta–preliminare–rogito può avere una struttura e conseguenze diverse rispetto alla prassi alla quale è abituato nel proprio Paese.

Non tutti gli acquisti seguono necessariamente lo stesso percorso. Proprio per questo la documentazione contrattuale dovrebbe essere costruita sulla singola operazione e non trattata come una semplice formalità standard.

Il notaio: centrale in entrambi i Paesi, ma non è il consulente personale dell’acquirente

La figura del notaio è familiare anche a chi acquista in Polonia. In Italia il notaio svolge verifiche fondamentali sulla titolarità dell’immobile e sulla situazione ipotecaria e cura gli adempimenti collegati al trasferimento della proprietà. 

C’è però un aspetto che un cliente internazionale dovrebbe avere ben chiaro.

Il notaio è un professionista imparziale.

Non rappresenta gli interessi esclusivi dell’acquirente né quelli del venditore. Il suo ruolo non coincide quindi con quello di un avvocato incaricato specificamente di assistere una delle parti.

Per un acquirente straniero, soprattutto nel caso di operazioni di valore significativo, immobili da ristrutturare, proprietà con situazioni urbanistiche particolari o compravendite strutturate, può essere utile affiancare all’attività notarile una consulenza tecnica e legale indipendente.

La vera differenza italiana: la storia dell’immobile conta moltissimo

È probabilmente questo uno degli aspetti che sorprende maggiormente molti acquirenti internazionali.

In Italia un immobile deve essere analizzato non soltanto sotto il profilo della proprietà e delle eventuali ipoteche, ma anche sotto quello urbanistico e catastale.

Una casa può essere splendida, apparentemente perfetta e regolarmente utilizzata da molti anni, ma la sua storia amministrativa può richiedere verifiche approfondite.

Ampliamenti, modifiche interne, terrazze chiuse, distribuzioni degli spazi modificate nel tempo, pertinenze, cambi di destinazione d’uso o interventi realizzati molti anni prima possono rendere necessario ricostruire la conformità dell’immobile rispetto ai titoli edilizi.

Sono verifiche che non dovrebbero essere considerate semplici formalità: alcune delle criticità che emergono in questa fase aiutano anche a comprendere perché alcune trattative saltano all’ultimo momento.

Per questo, soprattutto quando acquistiamo proprietà con una storia lunga o con trasformazioni avvenute nel tempo, consideriamo fondamentale separare il giudizio commerciale sulla casa dalla verifica tecnica della casa.

Sono due valutazioni diverse e devono procedere insieme.

Catasto e urbanistica non sono la stessa cosa

Questa distinzione è particolarmente importante.

In Italia il Catasto descrive l’immobile a fini prevalentemente fiscali e identificativi, mentre la regolarità edilizia deriva dalla documentazione urbanistica depositata presso il Comune e dai titoli che hanno autorizzato costruzione e successive modifiche.

Una planimetria catastale apparentemente corretta, quindi, non dovrebbe essere considerata da sola una verifica completa della legittimità urbanistica.

È uno dei motivi per cui, nel nostro lavoro con clienti internazionali, preferiamo che la fase precedente all’acquisto non venga vissuta semplicemente come una negoziazione sul prezzo.

Prima di acquistare bisogna capire esattamente cosa si sta acquistando.

Anche il sistema fiscale è diverso

Le imposte italiane sull’acquisto dipendono da diversi elementi: tipologia del venditore, eventuale applicazione dell’IVA, caratteristiche dell’immobile e presenza o meno dei requisiti per le agevolazioni previste per la “prima casa”.

Nell’acquisto ordinario da un privato, in assenza delle agevolazioni prima casa, l’imposta di registro è normalmente del 9%, mentre in presenza dei requisiti previsti può scendere al 2%. Quando la compravendita è soggetta a IVA, il sistema di calcolo cambia. 

In Polonia il quadro fiscale segue una logica differente. Nelle operazioni soggette alla podatek od czynności cywilnoprawnych (PCC), l’imposta sulla compravendita immobiliare è generalmente del 2% del valore di mercato, con il notaio che provvede alla riscossione e al versamento nei casi previsti. (Podatki⁠)

Confrontare semplicemente “2% in Polonia” e “9% in Italia”, tuttavia, sarebbe fuorviante.

Le basi imponibili, le agevolazioni, il trattamento delle vendite soggette a IVA e le caratteristiche della singola operazione possono cambiare significativamente il risultato finale. Il costo fiscale di un acquisto italiano deve quindi essere calcolato sulla specifica compravendita, possibilmente prima di formulare l’offerta definitiva.

Il prezzo dell’immobile non coincide con il costo complessivo dell’acquisto

È un principio semplice, ma particolarmente importante quando si confrontano immobili in Paesi differenti.

Chi acquista in Italia deve considerare, oltre al prezzo concordato con il venditore, le imposte, il costo notarile, l’eventuale compenso dell’agenzia immobiliare, le verifiche tecniche e, quando necessario, l’assistenza legale e le traduzioni.

Per questo con i clienti che arrivano dall’estero preferiamo parlare fin dall’inizio di budget complessivo dell’operazione, non soltanto di prezzo della casa.

Una proprietà proposta a 700.000 euro non rappresenta un investimento complessivo di 700.000 euro. Conoscere prima le altre componenti permette di confrontare immobili differenti con criteri molto più realistici.

La lingua non dovrebbe mai diventare una formalità

Quando si acquista una proprietà in un altro Paese, comprendere genericamente ciò che sta accadendo non è sufficiente.

Bisogna comprendere esattamente ciò che si firma.

Termini come caparra confirmatoria, acconto prezzo, condizione sospensiva, conformità urbanistica, trascrizione, servitùo provenienza hanno conseguenze giuridiche precise che non sempre trovano un equivalente perfettamente sovrapponibile nel sistema polacco.

Una traduzione linguistica può aiutare. Ma nelle operazioni più articolate serve qualcosa in più: la capacità di interpretare un concetto giuridico italiano e spiegarlo correttamente a chi proviene da un diverso ordinamento.

Acquistare in Italia dalla Polonia: la distanza oggi è il problema minore

Una parte importante del processo può essere preparata anche prima dell’arrivo in Italia.

Documentazione, planimetrie, verifiche preliminari, video, visite virtuali e analisi delle proprietà consentono di effettuare una prima selezione a distanza.

Per chi cerca una seconda casa in Versilia questo significa poter arrivare in Italia avendo già escluso gli immobili non coerenti e concentrando le visite su una selezione più qualificata.

La tecnologia ha ridotto enormemente le distanze.

Quello che non può essere abbreviato è il processo di verifica.

Ed è proprio qui che, secondo noi, si misura la qualità dell’assistenza offerta a un acquirente internazionale.

Un’assistenza che non dovrebbe necessariamente terminare con la firma dell’atto: per chi acquista dall’estero è altrettanto importante sapere cosa succede dopo il rogito, quali sono i passaggi successivi e come organizzare concretamente la gestione della nuova proprietà in Italia.

Il punto di vista LT

Acquistare una casa in Italia per un cittadino polacco non è necessariamente più complicato che acquistarla in Polonia. È semplicemente diverso.

Le difficoltà nascono soprattutto quando si presume che procedure apparentemente simili abbiano lo stesso significato nei due Paesi.

Il nostro lavoro con la clientela internazionale parte quindi da un principio molto semplice: spiegare il processo prima ancora di accompagnare il cliente al rogito.

Dalla selezione dell’immobile alla negoziazione, dalla verifica della documentazione al coordinamento con tecnici e notaio, l’obiettivo è creare un percorso nel quale l’acquirente sappia in ogni momento cosa sta accadendo, perché sta accadendo e quale sarà il passaggio successivo.

Per rendere ancora più semplice e sicuro questo percorso per la nostra clientela polacca, LT Immobili & Design collabora con uno studio di avvocati italo-polacchi, con professionisti madrelingua polacca, in grado di affiancare il cliente quando sia necessaria un’assistenza legale specifica e di facilitare la comprensione delle differenze tra i due sistemi.

Perché quando si compra una casa all’estero, parlare la stessa lingua è importante.

Comprendere lo stesso significato lo è ancora di più.

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