Affitti brevi: il Consiglio di Stato tutela i proprietari.
Affitti brevi: il Consiglio di Stato tutela i proprietari. Cosa cambia davvero?
Una recente sentenza del Consiglio di Stato (n. 2928/2025) ha acceso i riflettori su un tema sempre più attuale: la possibilità per i privati cittadini di affittare le proprie abitazioni per brevi periodi. Il caso è nato a Sirmione, rinomata località turistica lombarda, dove l’amministrazione comunale aveva introdotto limiti stringenti per le locazioni brevi non imprenditoriali. Ma la giustizia amministrativa ha detto no.
Cosa ha deciso il Consiglio di Stato?
In sintesi, i giudici hanno annullato il provvedimento del Comune, chiarendo che un’amministrazione locale non può vietare o limitare in modo arbitrario le locazioni brevi operate da privati senza partita IVA. Secondo il Consiglio di Stato, infatti, queste attività non rientrano tra le strutture ricettive vere e proprie (come hotel o B&B professionali) e non possono essere regolate come tali.
Un principio chiave: la libertà del proprietario
Il cuore della decisione sta nella tutela del diritto alla proprietà privata. Chi possiede un immobile ha il diritto di decidere come utilizzarlo, inclusa la possibilità di affittarlo per periodi brevi, nel rispetto delle normative fiscali e di sicurezza. Imponendo vincoli rigidi, il Comune di Sirmione avrebbe di fatto espropriato i cittadini della loro facoltà di gestione, senza un’adeguata base normativa statale.
Cosa significa per gli altri Comuni?
Questa sentenza non è isolata. È un segnale chiaro a tutte le amministrazioni che, negli ultimi anni, stanno cercando di arginare il fenomeno degli affitti brevi, spesso associato (non sempre a ragione) all’emergenza abitativa o alla desertificazione dei centri storici.
Il Consiglio di Stato ha però ribadito che eventuali limitazioni devono passare dal legislatore nazionale o regionale, e non possono essere imposte localmente in modo discrezionale.
Una vittoria o un campanello d’allarme?
Per molti proprietari, la sentenza rappresenta una vittoria importante: riafferma la libertà di gestire il proprio patrimonio immobiliare senza essere considerati automaticamente imprenditori turistici.
Tuttavia, non mancano le voci critiche. Alcuni sindaci e associazioni denunciano la difficoltà crescente di trovare abitazioni a lungo termine per residenti, soprattutto nei centri ad alta vocazione turistica.
La decisione del Consiglio di Stato è destinata a fare giurisprudenza e sarà probabilmente al centro di futuri dibattiti parlamentari. Per ora, il messaggio è chiaro: le locazioni brevi non imprenditoriali restano legittime e non possono essere vietate da ordinanze locali.
