Affitti brevi e locazioni turistiche: cosa sapere, regole 2025 e rischi da evitare

Affitti brevi e locazioni turistiche: cosa sapere, regole 2025 e rischi da evitare

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Negli ultimi anni, l’affitto breve e le locazioni turistiche sono diventati strumenti sempre più diffusi per valorizzare un immobile, soprattutto nelle località a forte vocazione turistica.

Il 2025 porta con sé importanti novità normative, fiscali e operative che ogni proprietario dovrebbe conoscere prima di mettere a reddito la propria casa.

 

 

 

1. Affitto breve e locazione turistica: cosa cambia nel 2025

 

 

Secondo la normativa vigente, si definisce affitto breve un contratto di durata massima di 30 giorni stipulato tra privati, senza obbligo di registrazione all’Agenzia delle Entrate (salvo superamento di determinate soglie o in caso di pluralità di immobili).

La locazione turistica, invece, può avere una durata variabile e si rivolge a ospiti che soggiornano per motivi di vacanza, studio o lavoro, senza servizi tipici di un’attività alberghiera.

 

Nel 2025, il legislatore ha introdotto:

 

  • Obbligo di codice identificativo nazionale (CIN) per tutte le strutture e unità destinate ad affitti brevi e locazioni turistiche.

  • Controlli più severi sulle piattaforme di intermediazione (come Airbnb e Booking), tenute a comunicare dati e a trattenere le imposte dovute.

  • Maggiore coordinamento con i regolamenti comunali, soprattutto nelle città d’arte e nei comuni turistici.

 

 

 

 

2. Aspetti fiscali da conoscere

 

 

Gli introiti derivanti dagli affitti brevi e locazioni turistiche sono soggetti a tassazione.

Il proprietario può optare per:

 

  • Cedolare secca al 21% (o 26% in caso di più di quattro immobili locati in forma breve nello stesso anno).

  • Tassazione ordinaria IRPEF, cumulando il reddito con gli altri percepiti.

 

 

Per il 2025, l’Agenzia delle Entrate ha confermato:

 

  • L’obbligo di comunicazione telematica dei contratti attraverso il portale dedicato.

  • L’applicazione della ritenuta del 21% da parte degli intermediari che incassano il canone per conto del proprietario.

 

 

 

 

3. Rischi da evitare

 

 

Chi gestisce un affitto breve o una locazione turistica deve prestare attenzione a:

 

  • Regolamenti condominiali: alcuni vietano o limitano le locazioni di breve durata.

  • Mancata comunicazione degli ospiti alla Questura tramite portale “Alloggiati Web” (obbligo di pubblica sicurezza).

  • Assenza di copertura assicurativa per danni a persone o cose.

  • Violazioni urbanistiche: l’immobile deve essere conforme agli standard di abitabilità e sicurezza.

 

 

 

 

4. Consigli pratici per proprietari

 

 

  • Verificare conformità urbanistica e catastale prima di iniziare l’attività.

  • Adeguarsi alle regole comunali, che possono variare sensibilmente.

  • Stipulare una polizza assicurativa dedicata.

  • Tenere una contabilità chiara di entrate e spese, utile anche in caso di verifica fiscale.

  • Valutare l’uso di professionisti o property manager per una gestione più efficiente e sicura.

 

 

 

 Nota per l’acquirente attento:

Se stai acquistando un immobile con l’idea di destinarlo a locazioni turistiche, informati subito sui regolamenti comunali e condominiali. Un’ottima posizione non basta: serve un quadro normativo chiaro per evitare sorprese.

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